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RISCHIO DI SCHEDATURA DEL VIAGGIATORE E DEI SUOI VIAGGI, NON PASSANO GLI ESAMI GLI NCC .

RISCHIO DI SCHEDATURA DEL VIAGGIATORE E DEI SUOI VIAGGI, NON PASSANO GLI ESAMI GLI NCC .

NCC sotto la lente d’ingrandimento, Il Garante Privacy segnala con  una lettera al Premier Giuseppe Conte e al ministro dei trasporti Danilo Tonelli, il rischio di schedatura dei viaggiatori e dei loro viaggi .

C’è rischio di schedatura dei viaggiatori e dei loro viaggi, lo segnala il Garante, il foglio di servizio NCC viola la privacy, questi sono i rilievi nella nota firmata da Antonello Soro, riguardano l’articolo 11 della legge 21 del 92, modificato dall’articolo 10-bis, comma 1 lett. e del decreto legge 135/2018.

L’ordinamento impone alle NCC (noleggio con conducente) di compilare il foglio di servizio; al momento dispongono di un modulo cartaceo, in futuro sarà elettronico.

Il foglio di servizio impone di trascrivere le informazioni in merito ai viaggi effettuati e tutti i dati del fruitore del servizio.

 

Per rispettare la privacy sarebbe necessario chiedersi a cosa serva conservare le informazioni,  per poter decidere quali siano più opportune e soprattutto quali dati trattare e con quali modalità vanno raccolti.

Sarebbe proprio questo il caso opportuno per L’applicazione del principio di minimizzazione dei dati.

Per raggiungere lo scopo di combattere l’abusivismo delle Ncc, sottolinea il Garante si sta costruendo  un sistema di raccolta massiva dei dati del consumatore del servizio.

La legge ha la necessità di combattere l’irregolarità e l’esercizio abusivo, ma per raggiungere questo scopo si rischia di travalicare il regolamento; nella nota il Garante, non consultato in sede di stesura della norma, sottolinea la pericolosità della schedatura del viaggiatore e della tracciabilità del percorso, si chiede se e tutto ciò rispetti il criterio di proporzionalità imposto dal Regolamento Ue sulla privacy (GDPR) 2016/679.

Le misure di protezione degli interessati in sede legislativa avrebbero meritato qualche precisazione, con delle specifiche informative  su chi è legittimato ad accede ai dati, a trattarli o a comunicarli , oltre alle modalità di conservazione dei dati trascritti sul foglio di servizio. Secondo il Garante conclude la nota, urge correggere il tiro.

Resta la necessità di un emendamento, con una norma primaria, ma sarebbe scorretto pensare che una norma nazionale possa sollevare o avere effetto abrogativo sul GDPR: gli operatori anche in assenza di un provvedimento legislativo mirato, devono comunque adottare la prassi diretta del GDPR.

Le misure di sicurezza in cui sono impegnati già oggi,  (articolo 32 Reg.) impongono di adottare ed organizzare una protezione dei dati degli interessati (articolo 24 Reg.) .

A queste disposizioni dovrà, conformarsi il decreto ministeriale che stabilirà le misure tecniche del foglio di servizio elettronico, anche a legislazione vigente.

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