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NOTIZIE DALLA POLONIA: Lo Stato Giuridico Attuale Non Consente Al Datore Di Lavoro Di Esaminare Un Dipendente Con Un Etilometro

NOTIZIE DALLA POLONIA: Lo stato giuridico attuale non consente al datore di lavoro di esaminare un dipendente con un etilometro

Il Ministero della famiglia, del lavoro e delle politiche sociali sostiene la posizione del Presidente dell’Ufficio per la protezione dei dati personali (UODO) in merito allo svolgimento di controlli di sobrietà sui dipendenti.

Il test di sobrietà di un dipendente può essere effettuato dalla polizia, ma non dal datore di lavoro: questa posizione del presidente di UODO qualche mese fa è stata ora confermata dal Ministero della famiglia, del lavoro e delle politiche sociali in risposta a un discorso indirizzato a questo dipartimento dal Mediatore per le piccole e medie imprese.

Il ministero del lavoro, come il presidente di UODO, ha anche sottolineato che lo stato di intossicazione di un dipendente è uno dei dati sanitari indicati nell’art. 9 articolo 1 GDPR. I principi su cui può essere eseguito il test di sobrietà di un dipendente sono enunciati nell’Art. 17 della legge del 26 ottobre 1982 sull’educazione alla sobrietà e la lotta contro l’alcolismo.

Secondo questa disposizione, la sobrietà dei dipendenti può essere verificata, ma solo se entrambe le condizioni sono soddisfatte:

  • l’esame si svolge su richiesta del capo del posto di lavoro, una persona da lui autorizzata o un dipendente che è ragionevolmente sospettato di aver consumato alcol durante il lavoro o le sia apparso dopo aver usato alcol,
  • la sobrietà del dipendente viene verificata da un organismo autorizzato incaricato di proteggere l’ordine pubblico (ad es. la polizia), mentre la raccolta del sangue viene eseguita da una persona con qualifiche professionali adeguate, che garantisce l’affidabilità del risultato del test.

La posizione del presidente di UODO, che è stata presentata a giugno 2019 a causa delle numerose domande rivolte all’Ufficio a tale riguardo, ha suscitato molte discussioni. Il Mediatore per le piccole e medie imprese ha presentato al Ministero della famiglia, del lavoro e delle politiche sociali una richiesta di chiarimenti legali di cui all’art. 33 della legge del 6 marzo 2018 – Legge sugli imprenditori.

In risposta a questo discorso, il Ministero del Lavoro ha concordato con il Presidente dell’UODO non solo sull’interpretazione delle disposizioni relative alla verifica della sobrietà dei dipendenti, ma ha inoltre sottolineato che le spiegazioni giuridiche della legge sul diritto degli imprenditori servono solo a garantire un’applicazione uniforme delle disposizioni giuridiche nel settore dell’attività economica.

Pertanto, non dovrebbero applicarsi alle disposizioni del GDPR, vale a dire un atto giuridico con un campo di applicazione più ampio rispetto all’attività economica. Il ministero ha indicato che il presidente dell’Ufficio per la protezione dei dati personali è l’organismo che esercita la supervisione sul corretto rispetto delle disposizioni sulla protezione dei dati personali.

Il presidente di UODO si è anche rivolto al portavoce delle piccole e medie imprese con una spiegazione in cui ha sottolineato che le spiegazioni giuridiche contenute nella legge sugli imprenditori non si applicano alle disposizioni sulla protezione dei dati personali.

Inoltre, richiedere chiarimenti sulla normativa in materia di protezione dei dati personali, ad altre autorità diverse dal presidente dell’UODO nominato a tal fine, può esporre gli imprenditori all’incertezza giuridica se le posizioni in una determinata materia risultano divergenti. Qualsiasi interpretazione relativa alla protezione dei dati personali non è vincolante per il Presidente di UODO.

UODO ricorda che se il legislatore decide di consentire ai datori di lavoro di condurre test di auto-sobrietà dei dipendenti stessi, controllerà attentamente tale iniziativa per garantire garanzie per i diritti e le libertà delle persone. La necessità di garantire la sicurezza pubblica non deve ignorare il diritto alla privacy e alla dignità dei dipendenti.

 

FONTE: Autorità per la Protezione dei dati della Polonia – uodo.gov.pl

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